Scheda di approfondimento
La Grande Unione, effettuata da Alessandro IV nell’aprile 1256, comprendeva inizialmente anche i Guglielmiti, e questo avrà probabilmente come effetto a Verona di far confluire nella comunità di S. Agostino, già dei Giambonini, quella appunto degli Eremiti di san Guglielmo i cui membri avevano iniziato la costruzione di una chiesa in onore del loro santo fondatore fuori porta S. Stefano per la cui costruzione avevano ottenuto il 3 agosto 1230 (dunque assai prima della venuta dei Giambonini), dal patriarca d'Aquileia Bertoldo (1218-1251), una lettera d'indulgenza della quale però non rimane traccia: segno di questa fusione può essere un altare dedicato appunto a San Guglielmo presente nella futura chiesa di S. Eufemia almeno dal 1286. Dopo la grande unione e con il favore che questa assicurava ad un ordine che unitariamente veniva a collocarsi immediatamente dopo Predicatori e Minori, divenne normale anche a Verona, da parte degli "Eremiti di sant’Agostino" l’abbandono del primitivo collocamento suburbano e il trasferimento in area cittadina dove, tra il 1259 e il 1262, i Minori avevano sostituito i Benedettini a S. Fermo maggiore e i Predicatori si erano insediati a S. Anastasia.
Insediamento
Complesso conventuale
Edificio di culto
Dipendenza


