Per la fondazione dei Giamboniti sul Monte Acuto l’Herrera propone il 1388, anno in cui fu priore un certo frate Stefano da Imola, su una fondazione preesistente attestata sin dal 1218 dall’iscrizione sul portale della chiesa che ne sottolinea l’antichità classificandola quarta tra quelle della Provincia romagnola («Plani Meleti, S. Augustini, provinciae Romandiolae. In Registris die 6. Iulij annus 1388. Erat huius Cenobij Prior F Stephanus de Imola; & die 9. Februarij annus 1437. Conceditur magnifico Comiti Ugolino de Planano in Ecclesia Conventus Piani Meleti unam cappellam aedificare. Est hoc Coenobium in provincia Romandiolae antiquitate quartum; & in templi porta lapidem confuerat cum inscriptione de anno 1218»). La Relazione del 1650 posticipa tale termine al 1285 e riconduce l’edificazione del nuovo convento agli Oliva, ipotesi contestata dall’Allegretti che dubita che già all’epoca questi fossero signori di Piandimeleto. Già fatiscente nel 1635, come si evince dalla relazione del Consiglio comunale del 10 gennaio 1635 che delibera lo stanziamento di «40 paoli per la sistemazione del tetto», il convento fu soppresso nel 1652. Nel 1437 la chiesa fu ampliata con l’edificazione della cappella gentilizia del conte Ugolino di Planano. Fiancheggiano il portale della facciata due nicchie in origine affrescate mentre lunghi finestroni a profonda svasatura e con fastigio trilobato scandiscono gli spazi intermedi lungo le pareti laterali. Il campanile è ottocentesco e a terminazione piatta.
La struttura del piccolo convento si desume dalla medesima relazione del 1635: «[...] ha 4 ali di claustro et al piano vi sono stalle [stanze] n. 11 computate due stalle, sacrestia e cantina; di sopra il dormitorio con stanze n. 8».
Tiziana Marozzi


