Fr. Tolomeo da Treviso OESA
Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino
- Roma, martedì 29 luglio 2014 22:13
- ·Segreteria
- ·Personaggi
Introduzione
Citato in documenti del 1268
Titolo santità | |
Titolo ecclesiastico | Fr. |
Nome | Tolomeo |
Nome religioso | |
Cognome | |
Patronimico | |
Toponimo | da Treviso |
Nome proprio | |
Cognome proprio | |
Nome religioso proprio | |
Patronimico proprio | |
Toponimo proprio | |
Altri nomi | |
Qualifica | |
Tipologia | |
Sesso | Maschio |
Chierico | Sì |
Stato ecclesiastico | |
Uffici ecclesiastici | |
Religioso/a | Sì |
Stato religioso | Religioso di voti solenni |
Uffici religiosi | Priore della comunità |
Sigla istituto | OESA |
Ordine | Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino |
Circoscrizione | |
Ordine di provenienza | Congregazione dei Giamboniti |
Periodo | |
Data di nascita | |
Luogo di nascita | |
Nazione di nascita | |
Luogo di provenienza | Treviso |
Nazione di provenienza | |
Data di morte | |
Luogo di morte | |
Nazione di morte | |
Luogo deposizione | |
Luogo deposizione attuale |
Treviso non è mai nominata nel Processo di Canonizzazione di fra Giovanni Bono. Tuttavia i Giamboniti vi erano almeno dal 1238. In un documento del 2 marzo 1238, la monaca Agnese cede a fra Matteo da Modena, priore generale dei frati eremiti, la chiesa di S. Zeno posta nel borgo S. Martino.
Questi i frati nominati nei documenti a partire dal 1256, dopo la Grande Unione.
24 marzo 1264: gli eredi di Pietro Calza concedono un terreno fratri Bevengardo recipienti nomine et vice ordinis fratrum Heremitarum de Tarvisio.
Quando gli Agostiniani avevano già incominciato i preparativi per costruire convento e chiesa, le cose si complicano con le vicine Monache agostiniane. Queste avevano ottenuto dal vescovo il privilegio che nessuno potesse erigere chiese e conventi nello spazio di 150 passi dal loro convento. Lo scontro fu inevitabile. Intanto una analoga lite fu mossa dai Domenicani di S. Nicolò, perché gli Agostiniani non erano a una distanza di 300 canne dal loro convento, come prescrivevano le costituzioni pontificie. Il priore ricorse alla Santa Sede e il 23 febbraio ne informò il vescovo. Poi il 2 maggio 1266 sul luogo dove doveva sorgere la loro chiesa, fra Giovanni da Treviso celebrò la messa su un altare mobile: Frater Johannes de ordine fratrum heremitanorum sancti Augustini de conventu tarvisino voluntate prioris dicti conventus et ipso presente […] celebravit Missam de dominica quinta post Pascha.
Nel mese di giugno 1266 il priore fra Enrico, a nome di tutta la comunità, inoltrò al vescovo una dichiarazione in cui affermava che una bolla papale permetteva loro di celebrare messa sull’altare mobile.
Il 6 agosto 1266 fra Giovanni da Treviso presentò al canonico veneziano Bartolomeo Quirini delle lettere del Papa, datate 30 giugno, con le quali lo delegava a decidere sulla controversia tra vescovo e frati.
Il 24 settembre 1266 il priore Enrico e il capitolo dei frati eremitani designarono fra Gregorio e fra Giovanni de Pulverario come loro procuratori nella controversia.
Finalmente il 6 dicembre 1266 il diacono Romeo, delegato da Bartolomeo Quirini, si porta a Treviso. Un anno dopo, il 10 dicembre 1267, il card. Riccardo degli Annibaldi a nome del Papa chiude la contesa e concede salomonicamente che i frati possano costruire la loro chiesa, non proprio nel luogo prescelto, ma in un terreno vicino, appartenente al signor Morganesio. Così il 7 novembre 1268 fra Tolomeo acquistò il terreno del signor Morganesio: Dominus Morganesius Judex fecit venditionem fratri Tholomeo priori conventus et fratrum heremitanorum de sancta Margarita de Tarvisio.
Il documento che sancisce la costruzione della nuova chiesa e del convento di S. Margherita è sottoscritto dal vescovo e dal provinciale della provincia tarvisina: Die 10 Decembris, presentibus fratre Bonaventura, fratre Gregorio de Ordine heremitarum, presbytero Bonaventura Cappellano infrascripti domini Episcopi […] frater Finus prior provincialis fratrum heremitarum in marchia tarvisina, promisit […]. Et predictus dominus Episcopus concessit predicto priori et fratribus suis […] quod possint in loco, ubi nunc sunt, in pace et quiete stare et habitare.
Il 29 dicembre 1268 cessò anche la lite con le Monache di S. Paolo. L’accordo fu concluso tra il vescovo e fra Tolomeo, priore degli Agostiniani. Infine il 13 novembre 1268, a suggello della pace fatta, il vescovo benedice e pone la prima pietra della costruenda chiesa di S. Margherita.
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